Ho finito di leggere "suite francese" scritto e vissuto da Irène Némirovsky. Vissuto, già, perchè fu composto durante l'occupazione tedesca in Francia poco prima della sua deportazione nel campo di concentramento ad Auschwitz. Questo romanzo narra l'occupazione nazista nella sua terra d'addozione e della vita dei francesi in quegli anni di convivenza forzata con i tedeschi.
Lei stessa sembra essere confusa davanti allo svolgersi di tali e tanti accadimenti, confusa nel disprezzare prima ed esaltare poi le caratteristiche degli ebrei che descrive così:"... abili nel vendere paccottiglia,fare traffico di valuta,improvvisarsi commessi viaggiatori,rappresentanti di finti merletti o munizioni di contrabbando... nei quali la passione per il denaro ha preso il posto di ogni altro sentimento."
Lei stessa sarà perseguitata per tali caratteristiche, lei stessa sarà divisa dalla sua famiglia e uccisa ad Auschwitz.
Nel suo libro scrive che a volte usiamo il siamo parlando con qualcuno delle sue sventure : "... spinti da quel pudore che, davanti ad un infelice, ci induce a fingere sventure simili alle sue, ma l'egoismo deforma così candidamente le nostre migliori intenzioni che ad un tubercolitico all'ultimo stadio diciamo in tutta innocenza:" la compiango, so che cosa vuol dire, ho un raffreddore da tre settimane di cui non riesco a liberarmi!"