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venerdì, 29 maggio 2009
Ho scritto mille volte nella mi testa post diversi, che raccontassero un pò di me, che scalfissero un pò di quella patina del tutto bene, tutto ok, ho fatto questo e letto quest'altro... , ma poi non era mai il momento giusto per scriverlo veramente e forse non lo è neanche adesso,ma ho letto un libro (ok, ok devo pur iniziare da qualche parte nooo?) che mi ha fatto commuovere  e riflettere e stare male , tanto male che avrei voluto scagliarlo dall'altra parte della stanza più volte. L'ho letto tutto però fino alla fine con le lacrime agli occhi e il nodo in gola, tutto fino all'ultima parola, fino a quando chiudendolo  ha fatto quel bel rumore soffice e intenso che solo un libro bello grosso fa.
Ho letto "venuto al mondo" di Margaret Mazzantini . Racconta la storia di un amore grande, immenso quasi perfetto se non che non potrà mai essere allietato dalla nascita di un bambino, la protagonista dice:" (...)non sarò mai madre.Resterò per sempre una ragazza."(...) "Non si guarisce mai da ciò che ci manca,ci si adatta, ci si racconta altre verità. Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi."
Pensano di adottarne uno, ma non è facile come dice la protagonista fidarsi "della mappa genetica, del corredo, dell'origine" di qualcun'altro che non siamo noi.
Lei avrà un bambino da crescere non partorito da lei, ma salvato da un mondo  in guerra, un bambino che cercherà delle somiglianze in una madre che non è la sua.
Un libro bellissimo che fa riflettere, che racconta una storia difficile da raccontare.
Scritto da: valevale3 alle ore 17:53 | link | commenti (1) | categoria: libri, nascere, margaretmazzantini

Commenti
#1    08 Giugno 2009 - 08:12
 
La tua mamma ieri mi ha detto che avevi scritto un post molto significativo e io, che da tempo non non mi occupo di blog, sono venuta a trovarti anche se l'ora non si addice a persona seria...dovrei come minimo sistemare la casa o andarmenene a scuola a terminare le ultime urgentissime cose, pur essendo il mio giorno libero. il silenzio, però, del mattino mi induce alla riflessione e alla partecipazione del dolore altrui. Mi hai commossa, non riesco a trovare le parole giuste da dirti e questo mi fa rabbia. Un adulto maturo, consapevole, saggio dovrebbe avere sempre pronto il consiglio giusto, l'incoraggiamento giusto, io invece ti capisco e basta, posso offrirti solo il mio dispiacere nel saperti così addolorata. Posso provare a pregare anche per te, pur nella consapevolezza che forse nessuno mi ascolta. Posso unire le mie lacrime alle tue. Posso solo arrabbiarmi, e farlo insieme a te, perchè non era questa la vita che avevo sognato. Poi penso a chi mi vuole bene...e tiro avanti!
pubblico prima di cancellare tutto e chissà se faccio bene.
utente anonimo

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