Ho scritto mille volte nella mi testa post diversi, che raccontassero un pò di me, che scalfissero un pò di quella patina del tutto bene, tutto ok, ho fatto questo e letto quest'altro... , ma poi non era mai il momento giusto per scriverlo veramente e forse non lo è neanche adesso,ma ho letto un libro (ok, ok devo pur iniziare da qualche parte nooo?) che mi ha fatto commuovere e riflettere e stare male , tanto male che avrei voluto scagliarlo dall'altra parte della stanza più volte. L'ho letto tutto però fino alla fine con le lacrime agli occhi e il nodo in gola, tutto fino all'ultima parola, fino a quando chiudendolo ha fatto quel bel rumore soffice e intenso che solo un libro bello grosso fa.
Ho letto "venuto al mondo" di Margaret Mazzantini . Racconta la storia di un amore grande, immenso quasi perfetto se non che non potrà mai essere allietato dalla nascita di un bambino, la protagonista dice:" (...)non sarò mai madre.Resterò per sempre una ragazza."(...) "Non si guarisce mai da ciò che ci manca,ci si adatta, ci si racconta altre verità. Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi."
Pensano di adottarne uno, ma non è facile come dice la protagonista fidarsi "della mappa genetica, del corredo, dell'origine" di qualcun'altro che non siamo noi.
Lei avrà un bambino da crescere non partorito da lei, ma salvato da un mondo in guerra, un bambino che cercherà delle somiglianze in una madre che non è la sua.
Un libro bellissimo che fa riflettere, che racconta una storia difficile da raccontare.